Carbonio 18K, flex e kick point: cosa cambia davvero tra i bastoni da hockey?

Quando scegliamo un bastone da hockey su ghiaccio, siamo circondati da numeri, materiali e tecnologie. Ma quanto ci raccontano davvero delle sue prestazioni? Proviamo a fare chiarezza, partendo dalla nostra esperienza sul ghiaccio.

Oltre le specifiche tecniche

18K, 24K, T700, T800, low kick, hybrid kick, flex, peso. Se giochi a hockey, probabilmente hai incontrato almeno una volta queste sigle mentre cercavi un nuovo bastone.

Dopo oltre 25 anni passati sul ghiaccio, ho imparato che scegliere una buona stecca non è semplice come confrontare due schede tecniche.

Ci sono bastoni molto leggeri che non trasmettono il feeling che cerchiamo. Altri leggermente più pesanti che sembrano perfettamente bilanciati. Modelli che funzionano benissimo per un giocatore e molto meno per un altro.

Il punto è semplice: una specifica tecnica può raccontarci qualcosa di un bastone, ma raramente ci racconta tutta la storia.

Per questo, quando abbiamo iniziato a lavorare sui nostri LaMole, abbiamo cercato di approfondire non soltanto quali materiali venissero utilizzati, ma anche come influenzassero il comportamento del prodotto.

Carbonio 18K e 24K: cosa significano davvero?

Partiamo da una delle caratteristiche più utilizzate nella comunicazione dei bastoni da hockey: il carbonio.

Le fibre di carbonio sono raggruppate in fasci, chiamati tow. Quando si parla di 18K o 24K in riferimento a questi fasci, il numero indica rispettivamente 18.000 o 24.000 filamenti.

Ma attenzione: un numero più alto non significa automaticamente un materiale migliore.

Il numero di filamenti non determina da solo la resistenza, la rigidità o il peso finale di un bastone.

Allo stesso modo, sigle come T700 e T800 identificano specifiche famiglie di fibre di carbonio, con differenti proprietà meccaniche. Non sono però direttamente confrontabili con il numero di filamenti: descrivono aspetti differenti del materiale.

Inoltre, un bastone non è necessariamente costruito utilizzando una sola fibra in ogni sua parte.

La domanda più importante, quindi, non è soltanto «Quale carbonio viene utilizzato?», ma soprattutto:

«Come viene utilizzato questo carbonio per ottenere il comportamento desiderato?»

Il vero lavoro è nella costruzione

Due bastoni che utilizzano materiali simili possono offrire sensazioni molto differenti sul ghiaccio.

Questo perché la performance dipende da diversi elementi che lavorano insieme.

Orientamento delle fibre e layup

Le fibre possono essere disposte con orientamenti differenti, distribuendo il materiale in funzione delle sollecitazioni previste.

Il layup, cioè la configurazione degli strati che compongono la struttura, contribuisce a determinare il comportamento del bastone in flessione e torsione.

Resina e processo produttivo

La resina tiene insieme le fibre e permette alla struttura composita di trasferire i carichi. La sua composizione, l'adesione alle fibre e il processo di lavorazione influenzano il risultato finale.

Geometria dello shaft e costruzione della paletta

Anche forma, dimensioni e distribuzione dei materiali nello shaft e nella paletta contribuiscono a definire rigidità, bilanciamento e sensibilità sul disco.

Per questo conoscere il materiale di partenza è utile, ma non sufficiente a prevedere come si comporterà un bastone.

Peso, flex e kick point: perché vanno considerati insieme

Quando scegliamo una stecca, tre delle caratteristiche più immediate sono peso, flex e kick point.

Il peso influisce sulla maneggevolezza, ma conta anche come è distribuito. Due bastoni dello stesso peso possono dare sensazioni differenti per via del loro bilanciamento.

Il flex indica quanto il bastone resiste alla flessione. Va scelto in relazione alle caratteristiche fisiche, alla tecnica di tiro, alla lunghezza del bastone e alle preferenze del giocatore.

Il kick point descrive invece la zona e il comportamento di flessione del bastone durante il caricamento del tiro.

Un low kick è generalmente pensato per favorire un rilascio rapido; configurazioni mid o hybrid possono offrire una risposta diversa durante il caricamento.

Nessuna di queste soluzioni è automaticamente migliore per tutti.

Un giocatore che cerca rapidità di esecuzione potrebbe preferire un comportamento diverso da quello di un compagno che vuole caricare maggiormente il bastone durante il tiro.

Ecco perché le specifiche devono essere interpretate in funzione di come giochiamo, non considerate come una classifica assoluta.

Se vuoi approfondire, abbiamo dedicato una guida specifica al peso del bastone da hockey.

Un buon prototipo non basta: la sfida della qualità produttiva

C'è poi un aspetto meno visibile, ma altrettanto importante: la ripetibilità della produzione.

Realizzare un prototipo con caratteristiche eccellenti è un risultato. Riuscire a mantenerle coerenti quando si producono decine o centinaia di bastoni è una sfida differente.

Peso, flex, bilanciamento e qualità costruttiva dovrebbero rimanere il più possibile consistenti da un lotto all'altro, entro tolleranze definite.

Per raggiungere questo obiettivo servono competenze sui materiali, processi produttivi controllati e verifiche sul prodotto.

Non è soltanto una questione di scegliere il carbonio migliore o ridurre qualche grammo.

Un bastone deve funzionare bene. Ma chi lo produce deve anche essere in grado di riprodurre quel risultato con continuità.

È uno degli aspetti che abbiamo imparato ad apprezzare maggiormente nel confronto con il nostro partner produttivo.

Mistral, Bauer, CCM: perché confrontare i bastoni non è così semplice

Ogni produttore utilizza materiali, tecnologie e soluzioni costruttive differenti.

Brand affermati come Bauer e CCM hanno sviluppato nel tempo tecnologie e denominazioni commerciali specifiche, come TeXtreme, TWITCH o SIGMA ST2X.

Sono elementi interessanti, ma non possono essere confrontati automaticamente con sigle come 18K o T700/T800: spesso descrivono aspetti diversi del prodotto.

Per effettuare un confronto sensato bisogna partire da caratteristiche realmente confrontabili, come peso, flex, kick point, dimensioni e costruzione dichiarata, valutando poi il comportamento sul ghiaccio.

Questo non significa che le tecnologie proprietarie siano soltanto marketing.

Significa che per capire il valore di un bastone bisogna andare oltre il nome della tecnologia utilizzata.

Ed è proprio qui che l'esperienza del giocatore diventa fondamentale.

Quindi, cosa cambia davvero con Mistral?

Questa è una domanda che ci siamo posti anche noi mentre costruivamo il brand.

Non produciamo internamente le nostre stecche e non abbiamo inventato una nuova fibra di carbonio.

Collaboriamo con un partner specializzato che porta competenze tecniche, esperienza produttiva e conoscenza dei materiali.

Il nostro contributo è dare una direzione allo sviluppo del prodotto, partendo da ciò che conosciamo meglio: l'hockey giocato.

Testiamo i bastoni sul ghiaccio, raccogliamo impressioni e feedback da altri giocatori e ci confrontiamo con il produttore su possibili miglioramenti.

Peso, bilanciamento, risposta del bastone e sensazioni della paletta non sono soltanto caratteristiche su una scheda tecnica. Sono elementi con cui ci confrontiamo ogni volta che giochiamo.

Questa esperienza ci aiuta a individuare le priorità, formulare richieste al nostro partner e valutare le soluzioni proposte.

Il nostro approccio è semplice: unire il know-how di chi produce all'esperienza di chi utilizza il prodotto.

È quello che intendiamo quando diciamo che Mistral è un brand player-led.

LaMole 375 e LaMole 400: due interpretazioni dello stesso obiettivo

La nostra linea LaMole nasce proprio da questa collaborazione.

Attualmente proponiamo due modelli senior principali:

  • LaMole 375: circa 375 grammi, costruzione in carbonio composito e low kick point. Pensato per chi ricerca soprattutto leggerezza e rapidità nei movimenti.

  • LaMole 400: circa 400 grammi, anch'esso low kick, con un'impostazione orientata a offrire un equilibrio tra maneggevolezza, comportamento del bastone e prezzo.

Entrambi rientrano nel nostro obiettivo di rendere accessibili bastoni con caratteristiche tecniche serie, mantenendo un prezzo equo.

Non significa che ogni giocatore debba necessariamente scegliere il modello più leggero.

Significa avere alternative e poter scegliere in base alle proprie preferenze, senza dover partire esclusivamente dal prezzo o dal nome del brand.

Puoi approfondire caratteristiche e disponibilità dei modelli nella nostra gamma di bastoni da hockey su ghiaccio.

Le specifiche si leggono. Il feeling si prova.

Numeri e tecnologie sono importanti, soprattutto quando aiutano a comprendere meglio il prodotto che stiamo acquistando.

Ma non sostituiscono l'esperienza sul ghiaccio.

Un bastone deve adattarsi al nostro modo di giocare, offrire una risposta che ci piace e darci fiducia quando ne abbiamo bisogno.

Con Mistral vogliamo continuare a lavorare esattamente su questo: proporre bastoni di qualità a un prezzo giusto e migliorarli attraverso un confronto continuo con i giocatori.

Perché siamo giocatori prima ancora che un brand.

E se c'è una cosa che abbiamo imparato in tutti questi anni, è che il ghiaccio resta il giudice migliore.

The Game Doesn't Lie.

Hai già provato un LaMole? Raccontaci cosa ti piace e cosa miglioreresti. Puoi scriverci direttamente a hello@mistralhockey.com: i feedback dei giocatori sono una parte concreta del nostro lavoro.

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Low-kick, mid-kick, hybrid e high-kick point: cosa cambia in un bastone da hockey